Aggiungiamo che il teatro crea una dimensione di spazio e tempo fittizia, eppure reale, dove ogni oggetto, ogni elemento collocato al suo interno, plastico od ornamentale, assume all'istante un'estensione nuova e assurda, pur tuttavia autentica, vera e d'una durata che è tale solo per il teatro: una dimensione parallela alla realtà dello spettatore, realtà, del luogo e del tempo in cui vive, che è in continuo contrappunto con la durata e la spazialità della scena cui partecipa senza esserne attore. Il teatro possiede quindi innanzitutto il carattere di visione e manifestazione in quanto rivela e si rivela, rende palese e visibile. Il teatro perciò non va considerato come un tempo ed un luogo in tutto simile e sovrapponibile a quelli del pubblico, “ ma va considerato molto prossimo a quello che potrebbe essere il luogo e il tempo d'una pittura rappresentativa in cui effettivamente potessimo immergerci e circolare, quasi come nel famoso specchio di Alice ”. Una visione tridimensionale, prerogativa dell'architettura.
Di tutte le arti, il teatro è quella che meglio conserva una parentela più prossima con l'architettura. Per il fatto di servirsi come “campo d'azione” d'una struttura spaziale, che è innanzitutto architettonica, il teatro è quasi sempre costretto a trasformarsi e ad evolvere in base ai luoghi che lo ospitano e accompagnando, spesso con anticipo, le evoluzioni dell'arte del costruire.
Ogni riforma della filosofia e della pratica teatrale, che pur non voglia perseguire una impossibile rifondazione – falsa per sua stessa natura – di un mitico teatro delle origini, obbiettivamente non più riproducibile nelle sue istanze sociali, politiche e magico religiose, non può comunque prescindere dalla riflessione sulla natura visiva di quest'arte; sull'atto primo, il movimento del corpo che, ponendo distanze e misurandole, disegna lo spazio e il tempo; sul suono che come un soffio vitale (anch'esso circolare) info nde di vibrazioni la scena, ne altera i limiti fisici, umani, tragici e gonfiandosi li trascende. È il canto che si leva verticale.
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